Mighty Warriors

Gloria al Prescelto, Gloria all’antico, Gloria perpetua, in quest’alba di vittoria!!!!
"Alla corte del sommo re Chaos, solo il sangue potrà scrivere le proprie tragedie…."
I guerrieri Divini marciano dai picchi argentei guidati dai venti dorati, del mondo onniscienti….

Sunday, May 14, 2006

Dal diario di una giovane mezz'elfa...

Credo sia giunto il momento di cambiare. Ho bisogno di nuovi stimoli, di nuovi spazi. Sento questo luogo stretto al collo, mi è impossibile ormai trovare qualcosa che mi si addica qui, dove ho passato la vita fino adesso. Ho avuto tutto, forse troppo. Sono cresciuta sapendo che qualcuno mi avrebbe sempre risolto i problemi, mi avrebbe sempre protetta, tenuta d’occhio nel caso avessi avuto bisogno di aiuto. Mi è stata negata in parte la libertà che mi spettava, non di certo per cattiveria, bensì per amore. Mio padre, un uomo rispettato e conosciuto, un nobile e giusto guerriero, ha fatto sì che io crescessi lontana da qualsiasi pericolo e da qualsiasi conoscenza sbagliata. Eppure non credo che tutto ciò sia stato esclusivamente dettato dall’affetto…La sua reputazione e quella della nostra famiglia gli sono molto a cuore. Di certo non sarebbe stato auspicabile nella sua posizione avere un’ erede che non vuole attenersi alle norme imposte da un padre troppo presente.Sono stanca di apparire la figlia che ogni genitore vorrebbe, sempre gentile, elegante, composta. No, non è da me, non sono io quella che corrisponde a tale descrizione. Certo, acquisire una buona educazione è più che ragionevole, ma eccedere nell’ostentarla è troppo.
Ancora ricordo l’espressione sul viso di mio padre quando vide il tatuaggio che feci sulla mia mano destra; con quello sguardo di disapprovazione….quasi pretendeva che mi scusassi. Quell’edera che girava intorno al mio polso e che finiva per ancorarsi sulla mano rivelava la mia impossibilità di muovermi come meglio credevo. Fu in quel momento che lui capì che la vita che aveva progettato per me non era quella giusta. Ho vestito i panni della ribelle e lo farò ancora se servirà a far presente a tutti che non sono ciò che mio padre pretende io sia.
A volte ho sospettato che lui mi vedesse così fragile a causa del mio dono, un qualcosa che sempre mi avrebbe fatto apparire agli occhi degli altri diversa, forse da tenere a distanza.E adesso per me è giunta l’ora di dimostrare chi sono veramente, non solo a mio padre ma anche e soprattutto a me stessa. Metterò da parte la timidezza e la paura di fare qualcosa di sbagliato, farò appello alla mia tenacia e al mio coraggio per capire qual è la strada che devo intraprendere.So che i miei genitori soffriranno per la mia assenza in casa, ma è necessario che io ritrovi la vera me stessa, senza aver bisogno del mio cognome, facendo a meno dell’aiuto altrui.Voglio dimostrare che il mio valore non è un semplice riflesso delle gesta di mio padre, e l’unico modo per farlo è quello di partire.La sola compagnia di cui non mi priverò è quella di Lilika, fedele amica da sempre. Oltre lei, nient’altro di ciò che mi appartiene lascerà questa casa; persino questo diario rimarrà qui a prendere polvere. Non ho più tempo per scrivere, adesso è giunto il momento di vivere..

Estele.

Saturday, May 13, 2006

Gambling L'azzardoso...


Questo breve racconto è tratto dal primo libro scritto da Merry Cheat Gimble Giltterfold da quando cominciò il suo lungo pellegrinare… Il libro intitolato “La felice fregatura comincia ad errare…” è una raccolta di racconti e ballate proveniente dalla fantasia o (meno probabile) dagli accadimenti che riguardano lo gnomo. Il racconto che vi indichiamo è frutto dell’incontro tra il nostro bardo Merry Cheat ed uno strano personaggio…

[…] Ma senza alcun dubbio il racconto più divertente (e meno pericoloso) è ambientato in una locanda… Tra birre, botte e giochi azzardosi… Per un paio di sere ho lavorato come cantastorie in questa locanda chiamata “La Botte di Botte” dove il mio datore di lavoro ,un mezz’orco di nome Acc Mort, mi ha raccontato di uno strano personaggio di nome Gambling… Questo mezz’elfo, dalla chioma rossiccia, era famoso perché ogni sera veniva in locanda e riduceva in mutande coloro che provavano a batterlo a qualsiasi gioco d’azzardo. Mort ,il mezz’orco, ipotizzava o che fosse un abile baro oppure da piccolo fosse stato baciato dalla fortuna.
Mi piaceva davvero conoscere questo mezz’elfo così abile nel barare tanto da non farsi mai scoprire così chiesi al proprietario i giorni in cui veniva in locanda per tentare di batterlo…
Come previsto da Acc,una paio di sera a seguire, entrò in locanda questo misterioso e bizzarro mezz’elfo, mi avvicinai e gli chiesi “Gambling? Che ne dici se scommettiamo questa moneta d’oro che ti batto nel gioco dei dadi?”. Lui nel frattempo che gli dissi ciò, giocava passandosi una monetina d’oro rapidamente tra le dita e sentendo la mia voce provenire dal basso, chinò la sua rossa testa, permettendomi di notare i suoi due occhi. Uno rosso come il fuoco mentre l’altro blu come il mare, che alla mia parola “scommettiamo” si accesero intensamente e lui mi rispose “Ne scommetto 5 … Ma bambino stai attento perché nessuno ancora mi ha battuto”
Seduti attorno ad un tavolo, diversamente da quanto detto dal mezz’orco, vinsi le cinque monete però sentendo la gente attorno che ridacchiava di me ed anche il mezz’elfo con aria ironica mi disse “Pretendo un rivincita, le tue 6 monete d’oro contro le mie 10 ma stavolta giochiamo a carte…” Accettai (non si dica mai che Merry Cheat rifiuti le sfide) e vidi Gambling prendere un mazzo di carte dal suo sacco e cominciare velocemente a mischiarle… Pian piano mentre le mischiava, le mani cominciarono ad emettere una strana luce e così capii che quel mezz’elfo si aiutava con qualcosa di magico… Ovviamente mi aiutai pure io con qualcosa di magico, è vinsi anche le sue dieci monete… Ma anziché scoraggiato vedevo il mezz’elfo molto motivato continuando a chiedermi una rivincita… Rifiutai capendo che se qualcuno avesse scoperto i nostri trucchi sarebbe finita male per entrambi. Così lasciai il posto alla gente che pian piano entrando in locanda si era lasciata affascinare da quel rosso che non si tirava mai indietro per una giocata… Finita la serata (ricordo ancora decine di persone andarsene in giro in mutande per aver tentato di sfidare Gambling) il mezz’elfo si avvicinò a me e disse “Bimbo anche tu ci sai fare… “ io gli risposi “Merry Cheat Garl Glitterfold non è un bambino ma un cantastorie , senza presunzione il migliore, che gira il mondo…”
“Per girare il mondo, avrai una meta di certo? Tutti ne abbiamo , non è così?” mi domandò
“Chiunque ha uno scopo nella vita… C’è chi nasce gnomo per andare alla ricerca del suo maestro e chi…”
“.. nasce ibrido e gira il mondo per cercare la donna che l’ha lasciato in mutande” Ridendo mi rispose.
“Tua madre ti ha lasciato da solo in tenera età? Queste madri, sono poco responsabili…” mi interruppe e rispondendomi prese il mazzo di carte cominciando a mischiare rapidamente:
“Non mi riferivo ai miei genitori… Loro mi hanno cacciato loro di casa quando da piccolo mi sono giocato mio fratello… La cosa brutta è che ho perso e mio padre dovette vendere casa per riaverlo indietro… Comunque mi riferivo ad un'altra donna… la danna del due di picche” Lui ridacchiava tranquillo, io appena ascoltai la storia del fratello mi misi a ridere dalla disperazione, che razza di uomo o elfo poteva perdere un caro nel gioco azzardoso?
Poi risposi:“Brutto esser rifiutato da un donna… L’ho sentito dire, non è il mio caso…”
Interrompendomi rispose “No, non mi ha rifiutato. Mi ha battuto con le carte, l’unico essere che mi ha battuto ripetutamente… La cosa brutta è che non si fermava mai, ossessionata dal gioco e dalla vittoria. Persi tutto quel giorno ma mi spiegò che dentro di me c’era lo spirito del giocatore fatato… così lasciandomi un mazzo e un paio di dadi sparì dalla mia vita… e come hai potuto vedere e grazie a quei poteri che riesco a vincere. E te?” mi domandò
“Credo che mentre tu utilizzi il tuo potere per vincere al gioco,io lo utilizzo per rallegrare i cuori della gente… Almeno questo è ciò che voglio fare adesso e per il futuro …”
“Per 19 monete d’oro te lo prevedo io il futuro… Hai visto i miei occhi? Il blu per il presente mentre il rosso per il futuro… Se voglio posso predire il tuo futuro… E’ un po’ come giocare d’azzardo… Prevedere la carta successiva o la mossa dell’avversario sono alla base di tutto..”Non avendo nulla da perdere se non 19 monetine d’oro (ahimè ancora oggi mi mancano) decisi di farmi predire il futuro…
[...] A parte la storia della donna (ovviamente non fatata) che poteva esser verosimile ad ogni carta che scopriva cercavo di trattenere la mia incontenibile risata. Ma alla fine non riuscì a tener le lacrime e cominciai a ridere di gusto aggiungendo al mezz’elfo:
“Gambling nel gioco azzardoso sarai fortunato,abile o un gran baro ma per predire il futuro… Sinceramente lasci a desiderare”Indispettito prese le monete e se ne andò infastidito. [...]

Monday, May 08, 2006

Kah Runk ed il mondo.

Kah Runk nasce ad Ancelot da Guarina, soave damigella brutalmente insidiata mentre attendeva alle sue mansioni di tagliaboschi. Stava, infatti, trascinando i soliti due o tre tronchi d’abete in città quando Xorgconf, un orco cantastorie dall’ammaliante ruggito, l’ha affascinata con la sua misteriosa arte gitana.
In realtà la voce più accreditata che corre tra le altre donne del quartiere è che sia stata proprio la donna ad immobilizzare l’orco e costringerlo a giacere in sua compagnia, convincendolo con la forza. Probabilmente è l’invidia che le fa parlare; l’invidia dei quasi due metri d’altezza della donna.
Ad ogni modo, Guarina non era di certo di nobile famiglia, e il lavoro da tagliaboschi non era sufficiente a sfamare anche le fauci del figlioletto Kah, che cresceva piuttosto in fretta - nella statura, prima che nell’intelletto. Tuttavia, nonostante non fosse particolarmente brillante nell’apprendimento, Kah era molto paziente, capace di ascoltare ed osservare con attenzione, di non lamentarsi di nulla, nemmeno della fame o degli scherzi che i coetanei più coraggiosi (non era particolarmente bello) gli facevano.
Un giorno il quartiere povero di Ancelot fu messo in allarme da un boato terribile, e tutti si chiusero in casa, temendo che si trattasse di un orso inferocito. Si trattava, in realtà, della povera Guarina, che aveva scoperto uno straccio su cui, con un carboncino, era stato scritto un messaggio:

MADRE MANCIA TU TUTTO CINGHIALO
TU NON MANCIA TU DEBOLE
TU DEBOLE TU NO PRENDE TRONCO
NO TRONCO NO MANCIA.
KAH VA LONTANO LONTANO
MA TORNA.

Guarina sapeva che il figlio era forte, grande e saggio, e quel messaggio era un altro segno della sua maturità. Tuttavia solo a stento era riuscita a mandare giù gli ultimi bocconi di cinghiale arrosto, tanto era il groppo in gola per il dolore che l’opprimeva.

In realtà Kah non aveva riflettuto su quel che significasse partire da solo in viaggio. Kah non rifletteva mai più di tanto, l’intuito ha sempre guidato le sue scelte.
“Devo partire” si disse, e partì. Senza alcun timore su come procurarsi del cibo, o su come difendersi dalle centinaia di pericoli che avrebbe sicuramente incontrato lungo la strada. Nei suoi semplici ragionamenti c’era il concetto secondo cui se il caso gli avesse riservato una data sorte, lui non avrebbe potuto comunque opporsi, per cui tanto valeva accettare i doni e le punizioni che il caso gli avrebbe fornito.
Fu così che si fermò immediatamente, quando un uomo coperto da un grigio saio lo richiamò lì dove si trovava, seduto sul ciglio del sentiero, senza nemmeno interrogarsi sulle sue intenzioni: quali che esse fossero, il caso ha messo sulla sua strada quell’uomo.
E quell’uomo chiese a Kah: “Dove vai?”
“Non lo so”
“Allora abbiamo la medesima destinazione”
“Eh” - annuì il mezzorco, fingendo di aver capito le parole dell’uomo
“Andiamo, dunque”
“Ma… dove??!”
“Non lo so: ma bisogna andare. Ho già indugiato sin troppo, ed anche il più lungo dei viaggi inizia con un passo. Andiamo”.
Kah continuò a non comprendere, e ad accettare di vivere questo strano mondo così difficile, invece che sprecare il tempo a cercare di capirlo.
L’uomo era un monaco, sacerdote di Fharlanghn, e lo iniziò - incomprensione dopo incomprensione, con la pazienza che distingue i membri del suo ordine - ai precetti del suo monastero.

Sulla vita di Gonzalio Marrain detto Ryn

Jebeddo Asshai David Debian Maverick Turen detto Badger nasce 43 anni or sono dall'unione di Loopmottin Barbara Eela Pimple Strobian detta Stumbleduck e da Fonkin Gal Hocom Son Bellstam Attina Turen detto Fnipper.
Sarebbe utile assai una digressione sugli zii di Jebeddo Asshai David Debian Maverick Turen detto Badger, ma è preferibile in questa sede evitare di narrare le storie di Irrina Percol Padich Ichichi Petula Strobian detta Oneshoe e di Crapulo Icarion Maslatesta Ermen Isterios Turen detto Doublelock. Questi due zii sono uno il fratello del padre di Jebeddo Asshai David Debian Maverick Turen detto Badger, e l'altra la sorella della madre di Jebeddo Asshai David Debian Maverick Turen detto Badger.
Amante degli animali con i quali intrattiene sin da piccolo un ottimo rapporto, specie con talpa Florabella e con il criceto Bilbino, suoi vicini di casa, Jebeddo Asshai David Debian Maverick Turen detto Badger (da qui in poi solo Thoran) ha una grande attitudine per le illusioni. In casa degli zii (da qui in poi Flora e Gergenore) quando si hanno ospiti riecheggia spesso la storiella (ha un che di leggenda) che all'atto della nascita Thoran compì il suo primo prodigio, facendo sparire la levatrice agli occhi di mamma e papà (da qui in poi Castia e Nobello), lasciandoli nel panico più totale.
"Ricordati" gli disse la mamma quando fu capace di avventurarsi per le colline da solo "di essere cordiali con gli stranieri che incontri e di chiedere loro quante più cose possibili, che a noi piacciono le storie. Tu racconta loro le nostre, che anche loro ne saranno soddisfatti".
Nessuno della sua parentela seppe mai spiegarsi come mai quasi ogni giorno Thoran tornasse a casa gonfio di lividi...
All'età di 30 anni finalmente Thoran decise cosa fare nella sua vita. Vuoi per le botte, vuoi perchè molta gente con la quale parlava dopo appena dieci minuti fuggiva via urlando in preda al panico, Thoran sviluppò un particolare moto di stizza verso gli stranieri, che decise di gabbare e derubare finchè lo avesse ritenuto necessario. Non era odio, attenzione: semplicemente ritenne che qualche soldo in meno nelle loro tasche e qualche soldo in più nelle sue (ma anche gioielli, pietre preziose e ammenniccoli vari) sarebbero stati il giusto compenso per le botte subite.
Cominciò allora con cura certosina a dedicarsi al primo passo verso questa grande carriera: rubare il portamonete del padre Nobello, che lui chiamava semplicemente Uz.
Non era certo una cosa semplice, in quanto Uz, quando ancora veniva chiamato Blepo dagli elfi, Jirondello dai nani e semplicemente Tu dagli umani (nome che a dire il vero lui apprezzava molto), aveva imparato anch'egli quest'arte, anche se non la utilizzava più da diversi decenni ormai.
Circa tre anni dopo ci riuscì, approfittando della disattenzione di Uz, intento in quell'istante a disquisire amorevolmente col criceto Bilbino (il quale chiamava il padre Tindomello e il figlio Gonagall) riguardo a questioni di ampliamento della tana (del criceto, si intende).
Da allora fu un crescendo. Convinto dell'inutilità di derubare altri gnomi ( e d'altronde non era quello il suo scopo) Thoran partì. Rimase fuori casa per ben cinque anni, girovagando di paese in paese. Un esibizione in piazza e flip, un portamonete. Una chiacchiera con un passante e zot, una piccola gemma (e il passante non se ne accorgeva, fuggiva solo via intontito da tanta ciarla).
Quando Thoran tornò a casa aveva 38 anni. I genitori lo festeggiarono dandogli un nome, come si addice ad uno gnomo partito per un lungo viaggio e ritornato più maturo. Gli venne dato il nome di Bobolo, che in antichissima lingua gnomica vuol dire "colui che viaggia per apprendere le antichissime arti del furto".
Quando Bobolo (perchè da qui in poi lo chiameremo così) compì 40 anni e raggiunse la maggiore età al villaggio fu festa grande. Tutti arrivarono a casa Turen con doni e ognuno dei convitati diede un nome nuovo al nostro eroe. Non ve li diciamo tutti, per la cronaca solo i più significativi: Biagizo Astolemo Dethel Innan Garulo Tronfio Bobilo (da non confondere con bobolo, in quanto quest' ultimo in antica lingua gnomica vuol dire "bene") Asclepante. Il nome che più lui gradì a che da quel giorno decise di adottare come suo nome per le altre razze fu Ryn.
Sono passati due anni da allora. Ryn è cresciuto ancora un po', ed alla sua lunga lista di nomi ne ha aggiunti altri due o tre. Ha imparato dal padre qualche rudimento di falegnameria, e dalla madre qualche nozione di cucina. Soprattutto gli riesce bene il pasticcio di carne e semi di girasole, anche se il signor Bilbino sembra disapprovare tale piatto in quanto ogni volta che in casa Turen lo si cucina dalla sua dispensa scompaiono magicamente i semi di girasole.
Alcuni dettagli sul suo aspetto fisico: bellissimo.

Firmato
Jebeddo Asshai David Debian Maverick Turen Gonagall Bobolo Biagizo Astolemo Dethel Innan Garulo Tronfio Bobilo detto Badger, per gli amici Ryn.

P.S. Ahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahah!!!

"La lettera"

Alla persona di Takeshi Senken,
Membro dell’ordine di Bushidan.


Mi rivolgo a lei, nella più stretta informalità della cosa.
Come lei sicuramente sa, io dispongo di una figlia ,Estele,ed essa è cresciuta qui tra noi, nel nostro venerabile ordine, tra nostri chiostri ombrosi e le nostre tenute imbiancate dalla soffice neve. Essa crebbe secondo i sacri insegnamenti Bushido e sebbene io abbia sempre disposto per lei e abbia più volte tentato di indirizzarla verso la vita serena da donna come le si dovrebbe confare,più e più volte essa mi diede prova di non accettare uno stile di vita sereno ed agiato e di ricerca,talvolta anche sin troppo ardimentosa, di una forma di soddisfazione personale che l’ha allontanata spesso dai sentieri paterni che avevo amorevolmente tracciato per lei. Le assicuro, mio buon amico, che tentai di istruirla come si confà ad una donna del suo rango,avviandola all’ikebana ad esempio, ma essa si dimostrò inflessibile e più di una volta la trovai incantata scrutare oltre i cancelli del nostro ordine,profondamente perduta nello scrutare luoghi che una primigenia di un Daimvo (feudatario e regnante i un ordine,ndr) non dovrebbe neppure considerare.
Eppure col maturare degli anni e col decadere delle stagioni, essa si allontana sempre più da me e con passo costante divide la mia via dalla sua. Mi guarda spesso con occhi distanti e freddi sicuramente indegni di una figlia premurosa e devota verso il padre,cosa che mi istilla profondo senso di sconforto. Ho fatto di tutto per renderla felice,purtuttavia essa con instancabile attrito si oppone alla mia figura di padre onorevole e a volte con indomito sprezzo contraddice addirittura in me il Kampaku ( reggente o capo famiglia,ndr) contraddicendomi con tono sprezzante.
Ultimamente poi ha mostrato strane doti arcane e poteri a me sconosciuti che mi hanno indotto a pensare che forse è la sua natura elfica a spingerla a cercare anche qualcos’altro al di là di questo luogo,ed ho trovato più di un Okatsu ( servo addetto alla manutenzione delle stalle) che mi ha riferito che essa va tra di essi domandando con inquietudine cosa si cela al di là dei confini delle nostre terre…

Perdonami la schiettezza di questa lettera, sai che non è da me.Non rispecchia a pieno la mia posizione, ma la mia mano è malferma ed il mio cuore incauto mentre ti vergo queste lettere,mio caro amico. So per certo che essa tenterà una fuga una sera di queste e temo che le sue intenzioni siano quelle di girovagare con fare incauto per ricercare un qualcosa che non sa in fondo nemmeno lei. Ho deciso di lasciarla fare, sebbene so che questo potrà apparire strano e minerà la mia reputazione di Senpai ( inteso qui nell’accezione di uomo saggio e capo di una comunità). Non saprei dirti come mai, ma detengo la ferma convinzione che i poteri che si stanno risvegliano in lei siano in qualche modo collegati alla sua nascita e penso che per la sua salute sia più rischioso rimanere qui e soffocarli che non avviarsi ad un futuro periglioso.

(Questa parte appare lacunosa e mancante come se fosse stata cancellata volontariamente;le lettere sono a malapena distinguibili e di impossibile comprensione,la pergamena rovinata e lacerata in più parti…)



Avete un animo nobile e vedrete che andrete molto d’accordo; l’affido a voi dunque, benché sappiate che nessun onore sarà più conferito alla vostra persona se fallirete e la via del Ronin( samurai caduto) sarà l’unica disponibile per voi.
Un ultima cosa,mio caro amico. Non accetterò un rifiuto.


Sakon Shima, Daimvo e Kampaku
Dell’onorevole ordine di Bushidan



Nonostante l’anziana età e il ritiro marziale che Takeshi si era imposto parecchio anni addietro,la sua fede nei precetti del bushido guida i suoi passi e la risposta al suo Daimvo fu positiva.
Le malelingue dicono che egli abbia ravvisato nelle parole di Sakon Shima una voglia di liberarsi della figlia,mezzosangue ed addirittura “incantatrice”,sicuramente poco onorevole per una figura della sua posizione, e per codesto motivo abbia deciso di accettare la missione,mentre altri parlano di questioni insolute nel suo passato.
Tuttavia,il silenzio su questa faccenda invita anche i samurai più in vista a parlare con circospezione di questa faccenda,che rimane ancora oscura in più punti…

Saturday, May 06, 2006

Mi presento, Jamàar Kenàn Càrsten

Jamàar Kenàn Càrsten
nasce, come secondogenito, in una nobile famiglia dell'Impero, gente ricca di monete ma povera di ideali, proprietaria di una sfarzosa residenza oltre i confini della Capitale. La madre, autoritaria con i figli e serva con il marito, il padre assente (sempre impegnato a sedurre tutte le donnicciole a portata...) davano alla famiglia quell'atmosfera tipica generata dai matrimoni d'interesse: nei lunghi, silenziosi pasti con i suoi parenti cresceva in lui l'insoddisfazione per quella condizione di impotenza. Da secondogenito non poteva aspirare alle ricchezze del padre, e sin da dopo i dieci anni cominciava sempre più spesso a cercare una sua via, che riuscisse a non deludere le velate aspettative che i genitori, comunque di questo si accorgeva, nutrivano nei suoi confronti. Coltivando i suoi interessi per la mitologia, l'astronomia, le scienze e e l'arte della spada con il fratello maggiore, l'unico in famiglia con cui godeva di una certa confidenza, arriva alla maggiore età con un'ottima istruzione, un tono fisico eccellente per la media del paese e una viva intelligenza, tenuta sempre in esercizio.

Dal diario di Jamàar

“...non lo sopporto. Non riesco più a tollerare questa vacuità. La vita in questa casa mi appare spenta,fredda, come i camini nelle stanze vuote. Le parole di mio padre suonano sempre più dure nei miei confronti. Mi chiedo se davvero voglia evitare che il mio sguardo si rivolga verso il mondo. Perchè allora non mi priva anche dei libri?...”

“...Oggi Alexis dovrebbe tornare dalla Capitale. Chissà se mi porterà quel tomo che gli avevo chiesto di recuperare. La storia dei Draghi e della Guerra mi ha sempre affascinato, in quel manoscritto forse troverò qualche notizia che mi aiuterà nella mia ricerca. Sento ogni giorno più forte scorrere nelle mie vene il sangue. Sembra trascinarmi fuori da qui, come se quel qualcosa di più forte, di più grande che mi ha sempre sussurrato di guardare al mondo, adesso mi chiamasse per nome...”

“...di nuovo quel sogno. Quella creatura, non so cosa sia, un demone forse. Forse è solo una rappresentazione della mia mente. Forse è solo un simbolo del male. Ne ho parlato con Alexis: in uno dei suoi tanti viaggi ha incontrato un uomo, un saggio, che sembrava avere il potere di leggere nelle menti degli uomini puri. Credo che costui riceverà presto una mia missiva...”

“...Il giorno è finalmente arrivato: parto. Esco da questa casa. E' il mio primo viaggio, Alexis mi accompagnerà. Melagor, il saggio, non ha più una fissa dimora da quando ha lasciato l'ordine per predicare il verbo lungo le strade, fuori dalla Città. Lo cercheremo, per il tempo che sarà necessario. Inutile dire che mio padre mi ha praticamente intimato di non farmi vedere più in casa. Ma non posso non assecondare questo istinto. Devo andare...”

..."Servirai Tharos, solo così potrai adempiere alla tua chiamata". Le parole di Melagor sono state poche, precise, quasi preparate. Non avevo mai avuto la sensazione di essere atteso, fino ad oggi. E' dunque questo il mio destino: servire l'ordine del Grande Dragone Purpureo. Non mi resta che tornare a casa e dire addio ad Alexis. Come farò senza di lui? Dovrò salutare anche i miei genitori. Vorrei poter dire loro che mi mancheranno...”

Razza: Aasimar, classe: Paladino.

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Thursday, May 04, 2006

Prologo


Gloria al Prescelto, Gloria all’antico

Gloria perpetua, in quest’alba di vittoria!!!!



"Alla corte del sommo re Chaos,
solo il sangue potrà scrivere le proprie tragedie…."
I guerrieri Divini marciano dai picchi argentei
Guidati dai venti dorati, del mondo onniscienti….
Elfi e troll dalle sacre e mistiche foreste dell’est
Corrono, spazzando la candida neve….
Eccolo!!! Egli sta arrivando dalle terre dell’ovest
Guardatelo!!! Brandisce orgoglioso la sua lama incantata!!!
Gloria, orgoglio e Onore sono i suoi compagni…
Bruciano le fiamme del Nord,
Il destino li farà scontrare nell’antica Kazar
Non troppo distanti da Ancelot
Ove sorge il tempio del Caduto
La loro speranza risorgerà…
Rinasci dalle ceneri dell’antica Gloria….Risorgi!!!
Tutti acclamano il Sacro Prescelto
Congiungendosi a lui nel sacro cielo
Urlando sono tutti pronti a tornare ad Ancelot
"Che la Gloria ci guidi Tutti!!!!!Lux triumphans!"
Che la gloria e l'acciaio divino ci guidino tutti verso una nuova alba...."

Forse vi starete chiedendo chi sono io, e cosa sia la ballata con cui ho cominciato a sporcare questo foglio....
Mi presento viandanti, sono Teogrin Rahableck, ed oggi vi racconterò una storia....
Storia di miti e di leggende, di onore e di guerra, di draghi e di demoni...
40 anni or sono che il nuovo mondo conosce la pace.... Ma come spesso accade,ella non fu facile da conquistare...
Per cento anni il mondo si insanguinò di una lunga guerra, per cent'anni l'innocenza venne macchiata con il sangue delle spade....
Una volta, il vecchio mondo era felice e prosperoso...Gli dei guardavano magnanimi la terra, e i suoi abitanti ricambiavano con lodi e amore l'affetto ricevuto dalle divinità...
Ma ahimè, nulla persiste in eterno, e fu così anche per la tranquillità....
Un giorno, un mago, a tutti sconosciuto, completò le sue ricerche, ed assieme ad esse diede inizio ad un era di terrore....
Demoni cominciarono a sorgere sulla nostra terra, spietati e crudeli, comandati da un unico essere, talmente potente da poter soggiogare ai propri voleri un'infinta schiera di temibili creature..
Dragor era il suo nome, e devastazione ciò che si incontrava dopo il passaggio delle sue armate....
I popoli che abitavano quel mondo decisero in tutti i modi di fermare quel folle, ma, ahimè nessuno vi riuscì, e da li a breve, il mondo fu sottomesso ai folli voleri di Dragor...
40 anni passarono, e mentre i demoni crescevano in numero e potenza, gli umani pian piano scomparivano.....
Il primo a cadere fu il nord, e subito dopo, in un batter d'occhio la stessa sorte toccò anche la potente regno del sud.....
In pochi resistevano alle armate demoniache, gli elfi in prima linea, seguiti dal regno dell'ovest....
Ma gli anni passavano, e la guerra continuava, ed assieme ad essa crescevano il numero dei caduti.....
Un giorno, proprio quando il mondo, ormai trasformato da Dragor in un infelice inferno,smise del tutto di sperare, una figura sorse dal sangue della guerra…
Arvald era il suo nome , e speranza era ciò che lo accompagnava...
Pian piano, il mondo , riconoscendo in egli il divino prescelto, ricominciò a sperare,e insieme a lui, a combattere...
La speranza sola non bastava, e Arvald stesso si rendeva contò della propria inferiorità rispetto a cotanti demoni...
Fu così che un giorno, dopo aver assaporato il baratro della morte con le proprie mani, Arvald decise di rischiare tutto, e armato del proprio coraggio si spinse dentro i regni dell'est..
qui imboccò l'antica strada perduta, e a testa alta, marciò per le colline dorate alla ricerca dei grandi antichi....
Essi dapprima lo scacciarono, finquando, il più anziano tra loro, Tharos, vide in Arvald il figlio perfetto, l'unico che potesse ricevere l'ereditò degli antichi...
E così fu...
Gli antichi si allearono con Arvald, ed egli rivestito delle più antiche vestigia,si scagliò nuovamente contro le armate di Dragor, brandendo la sua mitica lama...
Per i demoni non ci fu nulla da fare, e gli antichi pian piano seminarono terrore e paura tra le fila demoniache...
Dragor adirato, decise di scendere in campo, sfidando Arvald in uno scontro diretto.
Così fu, e all'inaugurarsi del centesimo anno di devastazione Arvald si recò dove il destino gli aveva predetto, al tempio dell'antico dimenticato...
Lo scontrò iniziò, ma Arvald, nonostante la sua potenza, subiva i colpi di Dragor, nettamente più potenti,quasi inarrestabili....
La battaglia continuava, e Arvald pian piano cominciava ad indietreggiare...
Dragor, leggendo l'incertezza negli occhi dell'avversario, alzò le mani al celo, ed invocando l'antico dimenticato, scaglio contro l'eroe una colonna di luce nera, che inghiotti Arvald, lasciandolo ansimante per terra...
Tharos, indignato dalla crudeltà di Dragor corse subito in difesa del suo prescelto, ma anche per lui non ci fu nulla da fare...
Dragor, vedendo arrivare il nemico, agitò nuovamente le mani in cielo, e con un unico fendente d'aria, squarcio completamente il petto dell'antico...
E fu così che egli cadde, e Dragor, inconsapevole di ciò che lo attendeva, voltò le spalle ai due malcapitati, e ridendo immensamente, si allontanò, sicuro della vittoria...
Ma certamente Dragor non poteva prevedere ciò che sarebbe successo...Infatti, infliggendo il colpo fatale a Tharos, aiutò il mondo a risorgere....
L'anima di Tharos fu libera ed assieme ad essa il suo sangue..Con l'ultimo respiro ancora in gola, l'antico formulò un incantesimo, e con esso racchiuse il suo sangue ed il suo animo nel corpo del suo figlio prediletto....
Fulmini squarciarono le nubi, e Arvald, da carcassa morente si rianimò, splendente come una stella....
L'unione era compiuta, il sangue si era misto, i due antichi si erano uniti.....
Dragor osservò incredulo la scena, e spavaldamente, nascondendo ogni paura, scagliò l'ennesimo maleficio contro Arvald.....
Ma adesso la situazione era ribaltata e Arvald, schivò il colpo, librandosi in cielo, accompagnato da due ali sfolgoranti.....
Dragor continuò il suo folle attacco, ma Arvald, evitando ogni colp, impugnò la sua arma, ora infusa di luce, e tracciando una croce nel cielo, scaglio due pesantissimi fendenti contro il corpo del mago, squarciando violentemente le sue carni....
Dragor rimase per terra ansimante,con la schiena poggiata contro un enorme rupe
Arvald scese, fissò il suo nemico implorante negli occhi, e con assoluta freddezza, conficco il suo spadone nella nuda roccia, trafiggendo il corpo del folle mago....
Un urlo squarciò le nubi, ed il mago divincolandosi, pian piano spirò.....
Arvald rimase li, ma non appena tolse la mani dalla sua arma anch'egli cadde....
Gli alleati corsero subito verso di lui, festanti e gioiosi, increduli per ciò che stava accadendo: il regno di terrore di dragor era cessato, la pace era stata riconquìstata!!
Ma quando arrivarono al corpo dell'eroe, la tristezza tornò a regnare sovrana....
Arvald respirava ancora, il suo cuore batteva, ma i suoi occhi erano bianchi, e ahimè, la sua anima non risiedeva più in quel corpo.....
Il silenzio calò sul campo di battaglia e gli eroi, portando il prescelto in braccio,fecero ritorno in Ancelot
Da li a poco la guerra fu vinta, e i demoni furono ricacciati negli inferi....La pace tornò....
Gli antichi vissero con gli uomini, e gli uomini venerarono gli antichi.....
Il corpo di Dragor rimase lì, nessuno osò avvicinarsi, ma oramai resterà li per sempre, nelle terre paludose del nord,vigilato per sempre dall'anima del prescelto....
Molte cose accaddero dopo, e molte altre io potrei ancora raccontarvene, ma è giusto che mi fermi qui, con la vittoria tra le mani, e con le lacrime al cuore.....
Spero che ciò vi sarà utile viandanti, e spero ancora che tutto ciò che ho scritto, non infanghi la memoria del prescelto e dell'antico.....
Riposa in pace figlio mio, possa un giorno la fede riportarti in questo mondo....
Addio Arvald, Addio Eroe