Alla persona di Alexis Càrsten
Caro fratello,
ho riletto la tua lettera in uno dei pochi momenti di riposo di questa avventura e ne approffitto per scriverti qualche riga che chissà quando potrò inviarti.
Non posso dirti "qui va tutto bene, un abbraccio forte" perchè così non è. Posso però dirti che mi manchi e che farò di tutto per tornare a casa appena sarò di nuovo nei territori dell'ovest.
I miei occhi hanno dovuto subire la visione di molti morti, un'intera città distrutta e creature infernali e uomini malvagi, ma cerco di mantenere il mio animo sereno con la meditazione e con il ricordo dei momenti felici che trascorrevamo insieme fra le rassicuranti mura di casa.
Ebbene sì, non posso nascondere che mi mancano quei giorni, i problemi erano altri allora, e un errore non significava rischiare la vita o mettere in gioco quella di altre persone. Il mio corpo è ferito, il mio animo è provato. Eppure vado avanti, poichè ho scelto questa difficile via e questa via mi sta bene, sento che sono nel giusto, qualunque cosa possa pensarne nostro padre al riguardo.
Pensavo di soffrire di più nel leggere che il mio nome è diventato indegno di essere pronunciato in casa, quasi mi aspettavo infatti che il mio comportamento venisse additato come segno di ingratitudine e tradimento: una volta in più nostro padre mostra quanto la sua mente sia limitata.
Non voglio crearti problemi però: se sei in grado di fingere con lui, agisci secondo il suo volere, non nominarmi mai, disprezzami. Ultimamente nutro dei forti dubbi riguardo la mia natura, su cui faccio lentamente luce.
Vi sconsiglio di uscire dalla tenuta, se potete evitarlo, verrò io a trovarvi, se vorrete accogliermi, anche come un umile servo.
Sai che non scherzo, come sempre
Affettuosamente, tuo, fratello,
Jamaar.
P.S. Bacia nostra madre da parte mia, dille che la penso. A presto.
ho riletto la tua lettera in uno dei pochi momenti di riposo di questa avventura e ne approffitto per scriverti qualche riga che chissà quando potrò inviarti.
Non posso dirti "qui va tutto bene, un abbraccio forte" perchè così non è. Posso però dirti che mi manchi e che farò di tutto per tornare a casa appena sarò di nuovo nei territori dell'ovest.
I miei occhi hanno dovuto subire la visione di molti morti, un'intera città distrutta e creature infernali e uomini malvagi, ma cerco di mantenere il mio animo sereno con la meditazione e con il ricordo dei momenti felici che trascorrevamo insieme fra le rassicuranti mura di casa.
Ebbene sì, non posso nascondere che mi mancano quei giorni, i problemi erano altri allora, e un errore non significava rischiare la vita o mettere in gioco quella di altre persone. Il mio corpo è ferito, il mio animo è provato. Eppure vado avanti, poichè ho scelto questa difficile via e questa via mi sta bene, sento che sono nel giusto, qualunque cosa possa pensarne nostro padre al riguardo.
Pensavo di soffrire di più nel leggere che il mio nome è diventato indegno di essere pronunciato in casa, quasi mi aspettavo infatti che il mio comportamento venisse additato come segno di ingratitudine e tradimento: una volta in più nostro padre mostra quanto la sua mente sia limitata.
Non voglio crearti problemi però: se sei in grado di fingere con lui, agisci secondo il suo volere, non nominarmi mai, disprezzami. Ultimamente nutro dei forti dubbi riguardo la mia natura, su cui faccio lentamente luce.
Vi sconsiglio di uscire dalla tenuta, se potete evitarlo, verrò io a trovarvi, se vorrete accogliermi, anche come un umile servo.
Sai che non scherzo, come sempre
Affettuosamente, tuo, fratello,
Jamaar.
P.S. Bacia nostra madre da parte mia, dille che la penso. A presto.

