Mighty Warriors

Gloria al Prescelto, Gloria all’antico, Gloria perpetua, in quest’alba di vittoria!!!!
"Alla corte del sommo re Chaos, solo il sangue potrà scrivere le proprie tragedie…."
I guerrieri Divini marciano dai picchi argentei guidati dai venti dorati, del mondo onniscienti….

Saturday, August 25, 2007

Alla persona di Alexis Càrsten

Caro fratello,
ho riletto la tua lettera in uno dei pochi momenti di riposo di questa avventura e ne approffitto per scriverti qualche riga che chissà quando potrò inviarti.
Non posso dirti "qui va tutto bene, un abbraccio forte" perchè così non è. Posso però dirti che mi manchi e che farò di tutto per tornare a casa appena sarò di nuovo nei territori dell'ovest.
I miei occhi hanno dovuto subire la visione di molti morti, un'intera città distrutta e creature infernali e uomini malvagi, ma cerco di mantenere il mio animo sereno con la meditazione e con il ricordo dei momenti felici che trascorrevamo insieme fra le rassicuranti mura di casa.
Ebbene sì, non posso nascondere che mi mancano quei giorni, i problemi erano altri allora, e un errore non significava rischiare la vita o mettere in gioco quella di altre persone. Il mio corpo è ferito, il mio animo è provato. Eppure vado avanti, poichè ho scelto questa difficile via e questa via mi sta bene, sento che sono nel giusto, qualunque cosa possa pensarne nostro padre al riguardo.
Pensavo di soffrire di più nel leggere che il mio nome è diventato indegno di essere pronunciato in casa, quasi mi aspettavo infatti che il mio comportamento venisse additato come segno di ingratitudine e tradimento: una volta in più nostro padre mostra quanto la sua mente sia limitata.
Non voglio crearti problemi però: se sei in grado di fingere con lui, agisci secondo il suo volere, non nominarmi mai, disprezzami. Ultimamente nutro dei forti dubbi riguardo la mia natura, su cui faccio lentamente luce.
Vi sconsiglio di uscire dalla tenuta, se potete evitarlo, verrò io a trovarvi, se vorrete accogliermi, anche come un umile servo.
Sai che non scherzo, come sempre

Affettuosamente, tuo, fratello,
Jamaar.

P.S. Bacia nostra madre da parte mia, dille che la penso. A presto.

Alla persona di Jamàar Kenàn Càrsten

Alla persona di Jamàar Kenàn Càrsten,
membro del Sacro Ordine di Tharos


Salve fratello,
da poco ho fatto ritorno a casa, ed uno dei miei primi pensieri è stato scriverti questa missiva: mi ha fatto un sacco di piacere poter vedere la tua iniziazione ad Ancelot, ma purtroppo siamo stati vicini per troppo poco tempo.
Come scritto precedentemente, mettere mano a questa lettera è stato uno dei miei primi pensieri, ma non il primo: no, non ti preoccupare, non è successo nulla di grave, o almeno,nulla di eccessivamente grave.
Vista la mia gioia, non appena sono tornato a casa il mio primo pensiero fu quello di rendere partecipi della mia stessa gioia i nostri genitori, ma come già puoi immaginare, le mie intenzioni furono bruciate con una velocità che definirei fulminea.
Nostra madre, strano ma vero, non appena apprese la notizia, fu colma di gioia, e cominciò a ringraziare il cielo per il dono che aveva ricevuto. Contenta al punto da versare qualche lacrima, ma come potrai intuire, ha celato egregiamente questa sua gioia tramite la freddezza che la contraddistingue ormai da anni.
Nostro padre, invece, come al solito si dimostrò freddo e adirato nei tuoi confronti. Mi spiace riferire queste notizie, ma credo che sia giusto per te sapere come questa tua scelta abbia influito sulla nostra famiglia.
Tornando a nostro padre, non appena gli comunicai con grande eccitazione la notizia, si voltò subito verso la finestra, indicandomi la piccola cappella santificata a Pelor. Dopo quale minuto di silenzio imbarazzante, nostro padre comiciò a parlare, con tono abbastanza irato, dicendomi . “ Se quello stolto voleva giocare a fare l’emissario di qualche carica ecclesiastica, non poteva invece rimanere qui a svolgere mansioni al tempio?”.Concluse gettando a terra un bicchiere colmo di vino che stava sorseggiando prima di apprendere la notizia. Provai a farlo ragionare, a fargli capire i doveri e la responsabilità che ora gravavano sulle tue spalle, e seppur fingendo, provai a convincerlo che comunque avere un membro del Sacro Ordine in famiglia poteva ampliare le nostre conoscenze e dare un po’ più di prestigio al nostro casato.
Mai parole furono più azzardose. La sua reazione fu imprevedibile : cominciò a gesticolare in aria con le mani, urlare parole terribili e imprecazioni contro il cielo, domandandosi perché la vita fosse stata così dura con lui al punto da dargli non solo un figlio ingrato, ma anche un figlio traditore!!! Ovviamente manifestai subito la mia rabbia e il mio dissenso verso quelle parole.
La discussione terminò quando nostro padre, continuando ad imprecare, mi forzò a lasciare la stanza, e come punizione per la mia sfacciataggine, dichiarò che da quel momento in poi non avrei dovuto più nominare il tuo nome in famiglia, pena la scomunica.Inoltre ordinò ai servi di bruciare tutti i libri riguardanti culti e divinità, ma sta tranquillo, allungare qualche soldo alla servitù molte volte può tornare utile.
Spero che tu non ti stia preoccupando leggendo questa lettera, anche se prevedo che lo farai, poiché conosco bene il sangue del mio sangue, a differenza di altri membri di questa famiglia. Comunque voglio chiederti di non preoccuparti per me, o di ritenere la tua scelta una condanna alla mia vita perché sappi che così non è : provo grande gioia nel saperti finalmente realizzato, nel sapere che almeno tu hai avuto il coraggio di abbandonare queste vecchie mura per seguire i tuoi ideali.
Che e divinità ti proteggano fratello mio, e che possa Tharos guidare il sentiero della tua vita.
La tua presenza qui mi manca fratello mio, ma non ti preoccupare. Presto dovrò rifare ritorno ad Ancelot e dunque potremmo vederci e parlare come i vecchi tempi.
Ora chiudo, salutandoti e augurandoti ogni bene.

P.s. spero che le vesti che ti ho mandato siano della tua misura, in ogni caso nella tasca interna ho allegato anche qualche moneta d’oro, anche se so che forse non ne avrai di bisogno
P.p.s. Porta I miei saluti a quel simpatico anziano, Melagor, e comunicagli che sarei felice di incontrare anche lui al mio ritorno ad Anceleot
Saluti Fratello mio,

Alexis Càrsten

Thursday, August 16, 2007

6 - Sfide

Dars Seolos - Fuori le porte
Mi sembra una vita che non apro questo diario.
Sono passati solo pochi giorni, invece: siamo a metà strada rispetto alla distanza da percorrere e già intorno a noi regnano distruzione, morte, fiamme. Lungo la via per l'avamposto abbiamo fatto sosta a Dars Seolos, una città conosciuta da Garlmond, un mio superiore, per la sua ricca biblioteca. Lui cercava dei libri per poter scoprire il modo di utilizzare uno strano ponte, pieni di iscrizioni in una antica lingua; forse più che di un ponte, si tratta di un portale, ma non sappiamo dove conduce: ad ogni modo, non è l'unica stranezza che ci siamo trovati di fronte.

La via che conduceva a Dars Seolos era costeggiata da cadaveri di uomini, donne, anche bambini impalati lungo la via, la città stessa era in preda alle fiamme quasi per intero, grosse lucertole con la loro progenie ci hanno dato il loro "benvenuto" personale e una volta arrivati alla biblioteca, abbiamo scoperto che il priore, il mentore di Garlmond era in realtà un sovversivo che aveva celato una quantità immane di tomi arcani e che era stato attaccato da, stento ancora a crederlo, la sorella di Felipe che tentava di estorcergli un antico tomo sul senso della vita "detto in modo volgare" ha aggiunto lui. Sono sveglio da poco, tutti questi avvenimenti e queste rivelazioni mi hanno scosso: per di più questo vecchio sembra sapere qualcosa su di me, non ho avuto paura di farli domande e lui pare sia in grado di rispondermi.

In cuor mio sento che non è malvagio, e anche se dice molte cose che vanno contro gli ordini che ho ricevuto, non posso restare cieco davanti alla sua saggezza, specialmente quando dice che molte cose avrebbero potuto essere evitate. Il mondo perfetto non esiste ancora.

Il mio pensiero corre spesso a Mio fratello Alexis, dopo la sua lettera. Vorrei visitare casa di mio padre, appena potrò. Voglio che veda quello che sono diventato, voglio che mi dica quello che pensa in faccia, per una volta. Spero anche che Melagor sia in grado di badare a quel bambino mentre siamo fuori città.

Avverto una presenza che mi accompagna, spesso una figura incappucciata e ammantata di nero visita i miei pensieri, o i miei sogni, e mi parla; è come se guardassi in uno specchio ma fosse qualcun altro a ritornarmi lo sguardo: egli dice che mi aspettano numerose sfide, che devo essere preparato, che può aiutarmi, ma non mi dice chi è, dice che prima devo sapere chi sono io, e che noi siamo chi scegliamo di essere, che il sangue non conta nulla. Eppure sento giorno per giorno il sangue che pulsa nelle mie vene, sento l'energia che si sprigiona dal mio cuore e non posso non seguire quell'inclinazione che esso sembra suggerirmi. So che Tharos mi protegge, la mia rinuncia non è stata vana, sono stato ripagato fin oltre ogni immaginazione: non tocco cibo da quando siamo partiti eppure non avverto il logorante fastidio della fame, nè il freddo che domina qui a nord mi attanaglia; quando lo invoco Egli, nella sua Gloria, risponde sempre alle mie richieste.

Sia Lode a Tharos l'Antico, e che il suo splendore illumini con luce ferma il mio cammino!

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5 - Rinuncio

Ancelot - Garden di Thàros
Siamo tornati dalla foresta, dalla città sono scomparse centinaia di persone, non si sa come. Un messaggio è arrivato da parte del nemico: vogliono la resa. Saremo subito mandati all'avamposto nord dell'impero a controllare se i traffici partono da lì, saremo in pochi e agiremo in incognito.

Tuttavia, prima di partire, c'erano diverse cose di cui mi premeva occuparmi, alcune scelte sulla mia vita e sul modo di viverla, e qualche piccolo affare da sistemare dopo l'ultima visita ad Ancelot. Melagor mi ha indicato dei libri, li ho cercati perché sono necessari per un antico rituale a cui ho deciso di sottopormi, per poter vivere con ogni fibra del mio essere la mia rinuncia ad una vita normale: è una decisione pesante, me ne rendo conto, ma sento scorrere dentro di me, e attorno a me talmente tanta forza che so che è stata la cosa giusta da fare. Ho dovuto metterci un po' ma e dopo il minuzioso lavoro di decodifica, ecco apparire nella lingua degli avi questa strana invocazione:
"Grande spirito, risorgi in me: schiudi le mie palpebre affinchè i miei occhi vedano la luce vera, fa' che le mie mani servano solo gli altri, ridona la speranza alla mia anima e rendi il mio spirito e il mio corpo una lama affilata contro le tenebre che avanzano. Ti offro la mia vita in cambio di questi doni, nella speranza che, dopo la morte, io possa ricongiungermi con la verità."
Mi sento diverso, adesso. Tutto il mio modo di percepire è diverso, sembra che adesso io esista, nel mondo, in un modo diverso. Come se tutto quello in cui credevo, in cui speravo fosse adesso tangibile in me e fuori di me, come se i miei occhi vedessero e le mie orecchie sentissero adesso per la prima volta: ovunque io mi volga, ogni cosa è illuminata. Vedo in quest'alba l'inizio di un lungo cammino.
In Marcia!

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Comunicazione di servizio

Dopo tanto tempo questo blog torna, si spera, a funzionare.

Sentitevi liberi di riprendere a postare materiale, riassunti, e tutto quello che vi passa per la testa.