Ancelot - Garden di Thàros.
E' mattina, sono appena sveglio, ma il sole è già alto.
Il ricordo di ieri è ancora vivo nella mia mente, fervido e scolpito come pochi momenti della mia vita. Ho superato la prova, sono stato accettato nell'ordine!
E' stata davvero una giornata che non dimenticherò...nel bene e nel male. Mio padre non mi ritiene ancora maggiorenne, e mi sono già fatto dei nemici. Ho fatto il giro della città come pensavo, solo che mi sono perso, sono stato aggredito da tre disperati, volevano derubarmi, ma se non avessi reagito sono certo che sarebbero arrivati a uccidermi. Ho dato un affondo col mio stocco al più vicino, che si è accasciato a terra senza nemmeno tentare di scansarsi: mi è morto tra le braccia poco dopo, gli altri due sono fuggiti. Ho adagiato lì il suo corpo, spero che qualcuno si sia occupato di lui...e...mi vergogno a dirlo...sono fuggito.
Mi sono ritrovato quasi per caso davanti al tempio di Pelor, sono entrato correndo e tutti mi hanno guardato stupefatti. Solo dopo, a mente lucida, ho capito perchè: un giovane in armatura, insanguinata per di più, entra correndo in un tempio in cui regna il silenzio e le salmodie... mi sono andato a sedere in una panca, vicino alla statua di Pelor, e un chierico è venuto a chiedermi come stavo. Abbiamo parlato per un pezzo, è la prima persona con cui io sia riuscito a conversare sinceramente a parte Alexis da quando sono partito da casa. Mi ha fatto riprendere, ha messo nella giusta prospettiva l'accaduto: credo che, se voglio davvero entrare nell'ordine di Thàros, che qualcuno muoia per mano mia non sarà cosa tanto rara. Mi converrebbe abituarmi all'idea.
Dopo sono tornato alla locanda, passando solo per la via principale, ho atteso lì la cena, ho raccattato tutte le mie cose e sono arrivato qui al Garden, per la prova: come sempre ero atteso, sia dalle guardie, alle porte, sia da Melagor, una volta dentro. Mi ha condotto in un altro edificio, pieno di porte e corridoi, fino ad arrivare in una stanza, simile al seggio di un consiglio, dove mi è stato ordinato di attendere. I seggi si sono riempiti di figure incappucciate, come quelle nella locanda, dopo poco tempo, e il tavolo del capo del consiglio è stato occupato da Melagor in persona, con una figura incappucciata a lui simile, ma vestita di nero. Infine è stata chiamato il mio rivale: sono rimasto interdetto quando ho visto la stessa veste blu e gli stessi ciuffi biondi che avevo incrociato in locanda.
Felipe De Lancaster, è dunque il suo nome: tutti nel seggio parlano bene di lui e tessono le sue lodi, motivando il consiglio a far entrare lui e non me nell'ordine. Ma la scelta, dice il capo del consiglio, non può avvenire così: servirà un duello alla pari, chi prevarrà sarà ammesso. Siamo stati dunque condotti alla fontana al centro del Garden, sono stato spogliato dell'armatura, mi è stata fatta scegliere un'arma, uno stocco, e sono stato fatto entrare nella fontana, la cui acqua mi arrivava alle ginocchia. Felipe ha preso invece un grosso martello da guerra che non prometteva niente di buono se fosse arrivato a colpirmi. Ho affondato per primo vista la sua lentezza, alla spalla, forse il dover mirare per evitare di rivedere la scena del pomeriggio mi ha distratto, perchè mi sono ritrovato con il petto sconquassato da un colpo poderoso e il piede di Felipe a stritolarmi tra sè e il terreno.
Solo una voce familiare ha impedito la mia fine: Alexis! Il mio fratello maggiore era lì, a proteggermi ancora una volta. Portava notizie sconvolgenti, la famiglia di Felipe pagava per far entrare i suoi primogeniti nell'ordine. Melagor si è messo a ridere sguaiatamente, in modo quasi folle, mentre io ero interdetto tra le notizie e i colpi subiti, ma ho visto immobilizzare Felipe e la figura incappucciata, vestita di nero, il capo del consiglio, fratello di Melagor, che gli sussurrava delle strane parole. Sono quasi sicuro che fosse la lingua dei draghi, devo cercare cosa significavano, perchè non avevo mai sentito nessuno parlarla, l'avevo solo vista scritta in antichi libri, fino adesso. Ho fermato la sorella di Felipe, che tentava di fuggire, le guardie l'hanno portata via, insieme al fratello.
Melagor si è avvicinato a me e tutti ci siamo spostati nella sala dei ritratti con il corpo di Harvald. Melagor mi ha dato una tunica dell'ordine e me l'ha fatta indossare, per fortuna lo stocco ha impedito che mi facesse soffocare al prezzo di un piccolo livido, pronunciando delle parole cerimoniali: "...Con questa tunica...". Sono salito in cima alle scale, mi sono inginocchiato di fronte alla teca, ho deposto il mio stocco ai piedi della teca, e di nuovo la mia mente è stata investita dalle immagini di guerra, demoni, devastazione, e di una truppa di uomini in armatura con un vessillo del Drago che urlavano "Lode a Thàros!", e poi Harvald con uno strano sorriso sulle labbra a porgermi il mio stocco. Ho riaperto gli occhi, il mio corpo irradiava di luce, lo stocco era di nuovo nelle mie mani, il corpo di Harvald sembrava sorridere realmente. Ho fatto scemare la luce, visto che riesco a controllare questa mia strana capacità, e girandomi ho visto la folla applaudire verso di me. Sono corso verso mio fratello e Melagor, abbracciandoli.
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