Mighty Warriors

Gloria al Prescelto, Gloria all’antico, Gloria perpetua, in quest’alba di vittoria!!!!
"Alla corte del sommo re Chaos, solo il sangue potrà scrivere le proprie tragedie…."
I guerrieri Divini marciano dai picchi argentei guidati dai venti dorati, del mondo onniscienti….

Monday, August 14, 2006

3 - Attentato

Ancelot - Garden di Thàros

Alfine una missione. Mi auguravo che la notte passasse oltre senza intoppi, poter riposare è una cosa di cui, temo, sentirò presto la mancanza: subito dopo il trambusto degli incendi e delle esplosioni le guardie hanno condotto me, il monaco che ha ucciso la figura nera, il draconico con il tagli sul viso e un altro, enorme, monaco nelle prigioni, per essere interrogati. Gli abbiamo detto tutto ciò che sapevamo e che avevamo visto, ho pure consegnato il biglietto trovato nelle vesti indosso al cadavere dell'aggressore. Eppure il capo delle guardie, una figura possente, con i capelli sciolti a celarne lo sguardo non è sembrato essere soddisfatto, nè rassicurato.

Dopo diversi minuti sono arrivate altre tre persone, testimoni dell'altro incendio dall'altro lato della città: anch'essi sono stati interrogati, ma anche dalle loro parole nulla di nuovo è emerso. Finchè un paio di guardie hanno fatto irruzione nella stanza, una vistosamente ferita. Un altro attacco! Ed eccomi a correre dietro le guardie, di nuovo fuori del garden a dare una mano per sistemare le cose. Tre case in fiamme, stavolta, ma già la gente si affolla intorno con secchi e teli: mi bagno la veste e la testa e corro dentro, seguito dai due monaci. Dentro, un altro nobile cittadino, sempre di sangue draconico, era in mischia contro due di quelle figura incappucciate: il monaco enorme vedendone una correre verso di noi l'ha afferrato immobilizzandolo, il monaco di Thàros si è indirizzato verso l'altro per evitare che il nobile avesse la peggio, io mi sono gettato con tutta la mia foga sullo stesso bersaglio, colpendolo. Reso inoffensivo il primo, ci rendiamo conto che l'altro è riuscito a liberarsi dalla morsa ed è scappato, gettandosi da una delle finestre. Il salto nel vuoto però deve aver fatto ciò che noi non potevamo più fare. Dalla strada mi sono fatto lanciare delle corde e siamo scesi appena in tempo prima che la casa esplodesse per l'ennesima ampolla esplosiva lanciata dalla nera figura prima di scappare: appena in tempo per vedere la casa accanto essere semidistrutta dal botto e dal fuoco, con una strana, piccola figura che sbuca da un angolo gridando "aiuto! aiuto! di là! di là!" indicando verso la casa: seguo il piccolo essere barbuto, che riconosco essere stato con gli altri nella sala dell'interrogatorio e mi arrampico al piano di sopra per mezzo di una corda. La situazione sembra critica: due figure, un anziano guerriero e una donna, giacciono prive di sensi al suolo mentre una giovane benvestita sta alla finestra a reggere la corda. Sollevo, una ad una, i due corpi privi di sensi, lasciandoli cadere su un telone approntato di sotto, e aspetto che la ragazza scenda giù: cercando di sentire altre voci mi rendo conto che le fiamme non mi permettono di udirne, così mi avventuro oltre la porta della stanza, per cercare nelle altre eventuali superstiti. Devo essere svenuto, però.

Mi sono risvegliato in una lettiga, nel garden, con dei seguaci dell'ordine che mi imponevano le mani per farmi riprendere. Controllando in giro, noto con piacere che sembrano esserci tutti. Mi dicono che uno dei responsabili è stato preso vivo e che possiamo assistere all'interrogatorio, così mi rialzo e seguo le guardie. Di nuovo nella medesima sala delle prigioni, una delle nere figure è incatenata ad una delle pareti, ma non ha intenzione di parlare. L'anziano guerriero, anche lui sembra essersi ripreso, con pazienza e determinazione, e un po' di metodo, mi sembra, riesce a scucirgli preziose informazioni riguardo al suo gruppo, ma non ai suoi mandanti, dopodichè il ribelle si morde la lingua, lasciandosi soffocare.

Il capo delle guardie ci rivolge allora una richiesta piuttosto impegnativa: le guardie cittadine non possono allontanarsi in questo momento, per non generare il caos per la strade, quindi dovremo essere noi, noi sei, a stanare il gruppo di ribelli dal simbolo del drago nero caduto. Io e il monaco, altra guardia di Thàros, accettiamo senza esitazioni. L'enorme monaco dice di dover partire all'alba, ma di non avere una meta precisa e quindi decide di fare strada insieme a noi, la ragazza sembra consultarsi con l'anziano guerriero, forse il suo tutore, e decide di seguirci, il guerriero accetta con le spalle larghe, e la piccola figura lo imita. Ci hanno dato un'ora per farci trovare ai cancelli del garden, io ho avuto il tempo di incontrare Melagor, che mi ha dato una sorta di frusta piuttosto pesante e rigida e un amuleto di cuoio con una vistosa pietra violacea:"Un regalo personale" ha detto.

Ho pochissimo tempo per scrivere, spero di non aver dimenticato nulla di importante. Ah, già, Felipe sembra non essere coinvolto, o almeno, così è arrivato a rispondere l'uomo nero prima di togliersi la vita. Non so se esserne sollevato o meno.

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