6 - Sfide
Dars Seolos - Fuori le porte
Mi sembra una vita che non apro questo diario. Sono passati solo pochi giorni, invece: siamo a metà strada rispetto alla distanza da percorrere e già intorno a noi regnano distruzione, morte, fiamme. Lungo la via per l'avamposto abbiamo fatto sosta a Dars Seolos, una città conosciuta da Garlmond, un mio superiore, per la sua ricca biblioteca. Lui cercava dei libri per poter scoprire il modo di utilizzare uno strano ponte, pieni di iscrizioni in una antica lingua; forse più che di un ponte, si tratta di un portale, ma non sappiamo dove conduce: ad ogni modo, non è l'unica stranezza che ci siamo trovati di fronte.
La via che conduceva a Dars Seolos era costeggiata da cadaveri di uomini, donne, anche bambini impalati lungo la via, la città stessa era in preda alle fiamme quasi per intero, grosse lucertole con la loro progenie ci hanno dato il loro "benvenuto" personale e una volta arrivati alla biblioteca, abbiamo scoperto che il priore, il mentore di Garlmond era in realtà un sovversivo che aveva celato una quantità immane di tomi arcani e che era stato attaccato da, stento ancora a crederlo, la sorella di Felipe che tentava di estorcergli un antico tomo sul senso della vita "detto in modo volgare" ha aggiunto lui. Sono sveglio da poco, tutti questi avvenimenti e queste rivelazioni mi hanno scosso: per di più questo vecchio sembra sapere qualcosa su di me, non ho avuto paura di farli domande e lui pare sia in grado di rispondermi.
In cuor mio sento che non è malvagio, e anche se dice molte cose che vanno contro gli ordini che ho ricevuto, non posso restare cieco davanti alla sua saggezza, specialmente quando dice che molte cose avrebbero potuto essere evitate. Il mondo perfetto non esiste ancora.
Il mio pensiero corre spesso a Mio fratello Alexis, dopo la sua lettera. Vorrei visitare casa di mio padre, appena potrò. Voglio che veda quello che sono diventato, voglio che mi dica quello che pensa in faccia, per una volta. Spero anche che Melagor sia in grado di badare a quel bambino mentre siamo fuori città.
Avverto una presenza che mi accompagna, spesso una figura incappucciata e ammantata di nero visita i miei pensieri, o i miei sogni, e mi parla; è come se guardassi in uno specchio ma fosse qualcun altro a ritornarmi lo sguardo: egli dice che mi aspettano numerose sfide, che devo essere preparato, che può aiutarmi, ma non mi dice chi è, dice che prima devo sapere chi sono io, e che noi siamo chi scegliamo di essere, che il sangue non conta nulla. Eppure sento giorno per giorno il sangue che pulsa nelle mie vene, sento l'energia che si sprigiona dal mio cuore e non posso non seguire quell'inclinazione che esso sembra suggerirmi. So che Tharos mi protegge, la mia rinuncia non è stata vana, sono stato ripagato fin oltre ogni immaginazione: non tocco cibo da quando siamo partiti eppure non avverto il logorante fastidio della fame, nè il freddo che domina qui a nord mi attanaglia; quando lo invoco Egli, nella sua Gloria, risponde sempre alle mie richieste.
Sia Lode a Tharos l'Antico, e che il suo splendore illumini con luce ferma il mio cammino!
La via che conduceva a Dars Seolos era costeggiata da cadaveri di uomini, donne, anche bambini impalati lungo la via, la città stessa era in preda alle fiamme quasi per intero, grosse lucertole con la loro progenie ci hanno dato il loro "benvenuto" personale e una volta arrivati alla biblioteca, abbiamo scoperto che il priore, il mentore di Garlmond era in realtà un sovversivo che aveva celato una quantità immane di tomi arcani e che era stato attaccato da, stento ancora a crederlo, la sorella di Felipe che tentava di estorcergli un antico tomo sul senso della vita "detto in modo volgare" ha aggiunto lui. Sono sveglio da poco, tutti questi avvenimenti e queste rivelazioni mi hanno scosso: per di più questo vecchio sembra sapere qualcosa su di me, non ho avuto paura di farli domande e lui pare sia in grado di rispondermi.
In cuor mio sento che non è malvagio, e anche se dice molte cose che vanno contro gli ordini che ho ricevuto, non posso restare cieco davanti alla sua saggezza, specialmente quando dice che molte cose avrebbero potuto essere evitate. Il mondo perfetto non esiste ancora.
Il mio pensiero corre spesso a Mio fratello Alexis, dopo la sua lettera. Vorrei visitare casa di mio padre, appena potrò. Voglio che veda quello che sono diventato, voglio che mi dica quello che pensa in faccia, per una volta. Spero anche che Melagor sia in grado di badare a quel bambino mentre siamo fuori città.
Avverto una presenza che mi accompagna, spesso una figura incappucciata e ammantata di nero visita i miei pensieri, o i miei sogni, e mi parla; è come se guardassi in uno specchio ma fosse qualcun altro a ritornarmi lo sguardo: egli dice che mi aspettano numerose sfide, che devo essere preparato, che può aiutarmi, ma non mi dice chi è, dice che prima devo sapere chi sono io, e che noi siamo chi scegliamo di essere, che il sangue non conta nulla. Eppure sento giorno per giorno il sangue che pulsa nelle mie vene, sento l'energia che si sprigiona dal mio cuore e non posso non seguire quell'inclinazione che esso sembra suggerirmi. So che Tharos mi protegge, la mia rinuncia non è stata vana, sono stato ripagato fin oltre ogni immaginazione: non tocco cibo da quando siamo partiti eppure non avverto il logorante fastidio della fame, nè il freddo che domina qui a nord mi attanaglia; quando lo invoco Egli, nella sua Gloria, risponde sempre alle mie richieste.
Sia Lode a Tharos l'Antico, e che il suo splendore illumini con luce ferma il mio cammino!
Labels: dal diario di Jamàar


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